Da Punto Informatico.
Firefox: attacchi phishing contro sviluppatori add-on
Mozilla ha scoperto una campagna di phishing che prende di mira gli sviluppatori di estensioni per Firefox (probabilmente per pubblicare add-on infetti).
Piccolo approfondimento, sempre da Punto Informatico.
GreedyBear: 150 add-on di Firefox per rubare criptovaluteIl gruppo criminale GreedyBear ha pubblicato sul sito ufficiale di Mozilla oltre 150 add-on infetti che rubano le credenziali dei walllet di criptovalute.All’inizio di luglio erano state scoperte oltre 40 estensioni. A distanza di un mese,
gli stessi ricercatori di Koi Security hanno individuato altri 150 add-on per Firefox sul sito ufficiale di Mozilla. Anche in questo caso, l’obiettivo della campagna GreedyBear è
rubare le criptovalute.
Secondo gli esperti di Koi Security,
il gruppo GreedyBear ha già guadagnato oltre un milione di dollari attraverso 150 estensioni che sembrano quelle legittime di popolari wallet, tra cui MetaMask, TronLink, Exodus e Rabby Wallet. Per aggirare i controlli di sicurezza è stata sfruttata una tecnica denominata
Extension Hollowing.
I cybercriminali
creano innanzitutto un account sviluppatore.
Caricano quindi alcune estensioni innocue e pubblicano numerose recensioni false per ottenere credibilità. Dopo alcuni giorni
vengono cambiati nome e icona e iniettato il codice infetto che cattura le credenziali dei wallet direttamente dal campo di input nell’interfaccia dell’add-on (come un keylogger).
Al server remoto
viene anche inviato l’indirizzo IP della vittima.
Mozilla aveva annunciato un sistema che identifica automaticamente le estensioni
"crypto drainer". Probabilmente deve essere ancora ottimizzato. Secondo Koi Security,
la campagna Foxy Wallet di inizio luglio era solo un assaggio.
Tutte le estensioni della campagna GreedyBear sono state ora rimosse, ma i cybercriminali sfruttano altri mezzi per distribuire malware che permettono di rubare le criptovalute.
Tramite VirusTotal
sono stati individuati quasi 500 eseguibili Windows infetti, molti dei quali presenti su siti di software pirata. Tra i malware ci sono ovviamente noti infostealer, come Lumma Stealer, ma anche ransomware e trojan. L’infrastruttura usata è la stessa delle estensioni per Firefox (tutti i domini puntano ad un unico indirizzo IP), quindi
le attività illecite sono eseguite dalle stesse persone.
I cybercriminali si preparano ora ad estendere il raggio di azione al Chrome Web Store. È stata già scoperta un’estensione per Chrome con funzionalità simili a quelle per Firefox. L’intelligenza artificiale generativa permette di scrivere più velocemente il codice degli add-on.