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Autore Topic: A CHE PUNTO È SEAMONKEY?  (Letto 8401 volte)

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #15 il: 05 Agosto 2026 15:14:56 »
Se usassero l' IA (probabilmente basterebbe anche un abbonamento standard a Opus) forse riuscirebbero a risolvere il problema della integrazione del codice più recente di Gecko. Tutto qui. Fine.

Se pensi che una AI possa integrare Gecko in SeaMonkey allora sopravvaluti le AI e non ha mai visto cos'è Gecko a livello di codice (a livello di complessità siamo ai livelli del Kernel di Linux).
Mettere un vestito diverso a Gecko è relativamente facile, lo fanno in tanti. Ma integrare Gecko senza perdere le caratteristiche di ereditate da Mozilla Suite / Netscape e un altro paio di maniche.

Comunque se pensi che sia facile nessuno ti vieta di provarci. Fine (come dici te).

Offline iacchi

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #16 il: 05 Agosto 2026 18:15:39 »
A parte le opinioni sull'uso dell'IA che vabbè... il problema di base è che gecko non è più integrabile in progetti esterni (almeno in maniera facile) da molto tempo. Usare IA o altro non aiuterà molto anche volendo.

Per quanto riguarda l'errore a cui fa riferimento Alex-G riguardo al forum di mozillazine se ho capito bene, il problema è ben spiegato dal messaggio di errore: "Il tuo browser è configurato per disabilitare i cookies." Evidentemente nelle tue impostazioni di seamonkey per il profilo hai impostato di rigettare tutti i cookie e per questo non funziona. Controlla tra le tue opzioni e vedi se è effettivamente il caso.

Offline deckard

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #17 il: 05 Agosto 2026 23:55:45 »
Per quanto riguarda l'errore a cui fa riferimento Alex-G riguardo al forum di mozillazine se ho capito bene, il problema è ben spiegato dal messaggio di errore: "Il tuo browser è configurato per disabilitare i cookies." Evidentemente nelle tue impostazioni di seamonkey per il profilo hai impostato di rigettare tutti i cookie e per questo non funziona. Controlla tra le tue opzioni e vedi se è effettivamente il caso.

Il problema è che il sistema rileva che i Cookies sono disabilitati anche quando sono effettivamente abilitati. Ho verificato di persona su Windows 11 con Seamonkey aggiornato all'ultima versione.
Unico componente aggiuntivo installato Newsfox e nessuna modifica alle impostazioni di sicurezza e privacy.

Offline iacchi

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #18 il: 06 Agosto 2026 02:16:32 »
ah, questo è un problema decisamente diverso...

Offline Alex-G

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #19 il: 06 Agosto 2026 03:47:45 »
1/2) LA provocazione è anche una critica ma messa in forma ironica, se ci focalizziamo sulla forma senza cogliere la sostanza è peggio che citare interi post perchè le citazioni ridondanti si possono cancellare, ma un concetto non compreso prolunga inutilmente una discussione senza mai cogliere il punto.

3) appunto proponevo di rivedere gli accordi, perché, al di la della situazione che descrivi, rimangono sempre tanti progettini, belli, interessanti, ma tutti di fatto altamente dispersivi e scarsamente concludenti: la sostanza non è tanto avere tutti lo stesso motore, ma avere tutti un motore con le caratteristiche fondamentali che lo rendano aggiornato alla evoluzione del web

4) Nessuna integrazione, ma collaborazione: ogni progetto rimane separato, ma creare una sinergia solo per il miglioramento delle capacità dei rispettivi motori per rimanere al passo coi tempi.

5/6 Con l' IA ci fanno interi sistemi operativi https://assodigitale.it/starling-la-distro-linux-sviluppata-da-una-sola-persona-con-laiuto-dellai/, scovano e risolvono bug in software complessi come i kernel, ora io non sto dicendo che si debba fare esattamente la stessa cosa ma è evidente che nel campo dello sviluppo stia fornendo risultati enormi, gli standard qualitativi li devono gestire gli sviluppatori, l' IA non c' entra un fico secco, altrimenti spiegatelo a Torvald che l' IA non è la soluzione
https://www.ilsoftware.it/linus-torvalds-difende-ai-linux/
Vi risponderà: "grazie avete scoperto l' acqua calda, però oggi per progetti complessi, senza IA non vai da nessuna parte", deve affiancare, non sostituire gli sviluppatori, e se gestita come si deve i risultati li porta.

Ad ogni modo, ovviamente io lancio proposte mica imposizioni, chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Poi quando il progetto sarà chiuso, ne riparleremo.
« Ultima modifica: 06 Agosto 2026 03:57:49 da Alex-G »

Offline Alex-G

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #20 il: 06 Agosto 2026 04:06:50 »
Se usassero l' IA (probabilmente basterebbe anche un abbonamento standard a Opus) forse riuscirebbero a risolvere il problema della integrazione del codice più recente di Gecko. Tutto qui. Fine.

Se pensi che una AI possa integrare Gecko in SeaMonkey allora sopravvaluti le AI e non ha mai visto cos'è Gecko a livello di codice (a livello di complessità siamo ai livelli del Kernel di Linux).
Qualcuno non se ne è accorto   8)
https://assodigitale.it/starling-la-distro-linux-sviluppata-da-una-sola-persona-con-laiuto-dellai/
https://www.ilsoftware.it/linus-torvalds-difende-ai-linux/

Citazione
Mettere un vestito diverso a Gecko è relativamente facile, lo fanno in tanti. Ma integrare Gecko senza perdere le caratteristiche di ereditate da Mozilla Suite / Netscape e un altro paio di maniche.
Comunque se pensi che sia facile nessuno ti vieta di provarci. Fine (come dici te).

Quella era una mera provocazione, la mia proposta era utilizzare la IA per accelerare lo sviluppo, nello specifico solo per risolvere i problemi che rendono il motore non completamente adeguato al funzionamento del web odierno. Tutto qui.

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #21 il: 06 Agosto 2026 08:19:13 »
Qualcuno non se ne è accorto   8)
https://assodigitale.it/starling-la-distro-linux-sviluppata-da-una-sola-persona-con-laiuto-dellai/
Sai che novità...
Sono almeno vent'anni che circolano script per costruire distribuzioni Linux. Se lo può fare uno script ovviamente lo può fare una AI. Ma è un assemblaggio di pezzi già belli e pronti o poco più. Poi che lo si voglia far passare come chissà ché è cosa diversa. Tra l'altro se hai notato io parlato di Kernel non di distribuzioni.

Quella era una mera provocazione, la mia proposta era utilizzare la IA per accelerare lo sviluppo, nello specifico solo per risolvere i problemi che rendono il motore non completamente adeguato al funzionamento del web odierno. Tutto qui.
Credo che tu non colga il punto.
Seamonkey ha senso se offre una esperienza ed un set di funzionalità diverso da Firefox e Thunderbird. L'ideale sarebbe poter integrare nel codice attuale una versione aggiornata di Gecko, ma questo - come ha spiegato iacchi- non ne semplice ne gestibile tramite AI se non in minima parte.

Probabilmente sarebbe più semplice integrare Goanna, ma se leggi un po' più sopra nella discussioni vedrai che Miki64 ha fatto notare che problemi simili a quelli di SeaMonkey si stanno moltiplicando anche su Palemoon.

Vedila in questo modo: c'è un piccolo gruppo di volontari che si fa carico di mantenere aggiornato SeaMonkey in modo che sia sicuro e compatibile con molti sistemi operativi; non è un progetto che vuole fare concorrenza Chrome ne guadagnare mirabolanti quote di mercato, ne ancora essere il prodotto definitivo. Imbottirlo di AI, privarlo delle sue caratteristiche storiche e renderlo incompatibile con tutto ciò che non sia l'ultimo sistema operativo significa snaturarne l'essenza. Quello che tu stai chiedendo non è SeaMonkey. A maggior ragione l'invito/provocazione a fare un fork.

È la stessa storia che vedo da anni con OpenOffice. C'è un gruppo di volontari che ne segue la manutenzione affinché sia sicuro e possa essere installato sui tutti i sistemi operativi (anche datati). Non arrivano nuove funzioni? E chi se ne frega! tanto il 99% degli utenti (me compreso) non usa neppure il 20% degli strumenti inclusi. Eppure anche per OpenOffice è pieno di gente che ne invoca la chiusa o l'assorbimento in altri progetti. Qual è esattamente il vostro problema? È davvero così difficile accettare l'idea che a qualcuno possa interessare software più semplice, magari con meno funzioni e meno spazzatura?

La chiuso qui e ti lascio ovviamente alle tue idee.
« Ultima modifica: 06 Agosto 2026 08:22:13 da next »

Offline Alex-G

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #22 il: 06 Agosto 2026 12:45:22 »
NOn l' ha spiegato,non ha spiegato nulla, ha espresso una propria opinione contraria, rispettabile in quanto opinione, ma non spiega il perché.
Se lo fanno con interi sistemi operativi e coi kernel tra i più complessi che esistano, cioè con progetti ben complessi di seamonkey...
non c'è una logica razionale per cui non sia possibile farlo con Seamonkey che a quanto pare è l' unico progetto al mondo che non sia possibile sviluppare con il supporto di una IA, il vostro ragionamento fa acqua da tutte le parti.
E questa non è più una mia opinione, è proprio una incoerenza logica.
Sarebbe come dire
 A < B
 B < C
MA... magia... C > A
Misteri della fede

Si tratterebbe di una scelta, non di un impedimento (per motivi che non esistono). Le scelte si rispettano (se una cosa non piace, c'è poco da fare) se però me la fai passare come obbligo per qualche motivo intrinseco, non ci siamo.
« Ultima modifica: 06 Agosto 2026 12:55:41 da Alex-G »

Offline iacchi

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #23 il: 06 Agosto 2026 13:14:02 »
Intanto gli articoli sulla distro scritta con l'IA sono sbagliati; non è stata sviluppata una distro ma un desktop environment. E sorvolerei sulla qualità di quanto è stato prodotto, che è sconosciuta. A parte quello... l'IA può aiutare, su questo non c'è dubbio, ma resta il fatto che i risultati che sputa fuori non sono affidabili (nel senso che non ti puoi fidare) e vanno sempre ricontrollati da cima a fondo, che comunque richiede manodopera, che non c'è. Utilizzare il codice IA senza revisione (come potrebbe fare un team piccolo per un progetto grosso come seamonkey) è molto deleterio, perché intanto non sai che problemi incameri e soprattutto dopo un po' non sai più niente del codice che è stato scritto. Scrivere il codice a mano o quantomeno revisionare seriamente il codice scritto dalla IA crea percorsi neurali nel cervello delle persone che gestiscono il codice: la persona sa più o meno che cosa è stato scritto, sa dove andare a cercare, si ricorda le cose. Saltare questo passaggio porta in poco tempo a ritrovarsi con un progetto ingestibile, dove quando succede qualcosa che non va non sai più dove andare a mettere le mani. La IA può essere un valido strumento di supporto, ma non può diventare il cervello dell'operazione, come dovrebbe fare per poter gestire questo progetto. Sì, Linux farà affidamento anche sull'IA, ma ci sono centinaia di programmatori che revisionano e gestiscono il codice prodotto da questo strumento. Altri progetti come Debian stanno votando se usarlo o no. Insomma, non è una manna come credi, solo uno strumento molto potente.

Offline deckard

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #24 il: 06 Agosto 2026 14:42:48 »
Sviluppare un buon browser non è facile e bisogna considerare che è imporante controllare la qualità del codice e l'assenza di falle, vulnerabilità e difetti che ne potrebbero rendere il funzionamento antistategico e disfunzionale {[(oltre che aprire il fianco a criminali informatici)]}...
Un browser, e specialmente una suite integrata come Seamonkey, contiene diverse componenti e svilupparle in autonomia non è un'operazione rapida e neanche semplice.
Dato che esistono già diversi programmi valide, ben mantenuti e costantemente aggiornate è difficile motivare la gente e le aziende a investirci energie poiché tante persone potrebbero non riuscire a cogliere il senso e il significato di cotanto impegno.

Abbiamo un'interfaccia utente (tutti i pulsanti e gli elementi del browser)
C'è il motore del browser (serve a ricevere i comandi dall'interfaccia utente e a inviarli al motore di rendering)
C'è in motore di rendering (ha il compito di visualizzare gli elementi desiderati, solitamente tramite HTML/CSS)
Infine ci sono molte altre cose, come il motore JavaScript, il sistema di archiviazione dati, ecc.
Non dimentichiamoci poi che Seamonkey non è solo il browser, ma è anche il client di posta elettrona, un calendario, una chat IRC (ChatZilla), per dire alcune delle sue componenti. Quando si mette mano al codice bisogna preservare il funzionamento e avere una visione d'insieme che vada oltre la mezz'ora. Cit. Chi coglie la citazione è un eroe....

Quando dico che solo introducendo nel proprio percorso evolutivo qualcosa lo si può assimilare e comprendere razionalmente, memorizzare, e gestire correttamente, io intendo ciò che Iacchi a cercato di spiegare nel momento in cui ha detto che i risultati maggiormente affidabili si ottengono mettendo direttamente e personalmente mano al codice, programmandolo, revisionandolo, strutturando, e svolgendo le altre mansioni che sono necessarie.
La potenza è nulla senza controllo e comprensione del funzionamento e dei rischi annessi...

Offline next

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #25 il: 06 Agosto 2026 17:22:05 »
E questa non è più una mia opinione, è proprio una incoerenza logica.
Sarebbe come dire
 A < B
 B < C
MA... magia... C > A
Misteri della fede

Ok, ti classifico come troll e passo oltre.

Offline miki64

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Re:A CHE PUNTO È SEAMONKEY?
« Risposta #26 il: 07 Agosto 2026 16:58:18 »
Magari come troll no, next, ma ostinato oltre ogni ragionevole limite sì.

Caro Alex-G, cerco di spiegarti un concetto semplice. L'Intelligenza Artificiale può aiutare tantissimo, ma ci sarà sempre bisogno poi del controllo umano. E non credere a tutto quello che di mirabolante ti propinano sulla Intelligenza Artificiale.
Personalmente, credi davvero che i programmatori (due, tre o quattro o più che siano) di SeaMonkey non sappiano che la I.A. è un grandissimo aiuto per la scrittura del codice? Sono più ignoranti degli altri, me compreso?
No, lo sanno bene. E se non la implementano, avranno le loro brave ragioni.
Ragioni che a dei profani come te e me, Deckard e iacchi, next e vattelapesca possono sfuggire.
È tutto.

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