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Autore Topic: Software OpenSource & Software Gratuito  (Letto 776651 volte)

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Offline pegasoc

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Re:Software OpenSource & Software Gratuito
« Risposta #3270 il: 07 Aprile 2026 15:33:46 »
@deckard mi interesserebbe capirne di più, che dubbi hai?

Offline deckard

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Re:Software OpenSource & Software Gratuito
« Risposta #3271 il: 07 Aprile 2026 19:21:16 »
La Fondazione ha portato avanti il progetto Libreoffice partendo da ciò che OpenOffice offriva, e integrando modifiche e patch Go Openoffice, Novell, Red Hat, e via discorrendo.
Le entità che portavano avanti i diversi progetti non sono riusciti a trovare un sincero e proficuo accordo, ma ho dei seri e sinceri dubbi sul fatto che la Fondazione si sia mossa sembre e comunque e semprecunque con i migliori risultati direzionali anche a fronte delle migliori intenzioni (lo sono sempre state in perfetta e totale buona fede?!? Ai posteri l'ardua sentenza...)
Libreoffice conta su un maggior numero di sviluppatori, se ho capito perfettamente, ma ci sono state varie scelte che non sono veramente chiare. L'ecosistema funziona bene finche tutto è chiaro, anche con gli accordi e la collaborazione che ci sono da anni tra la Fondazione e Collabora.
Non sono riusciti a trovare un accordo per Collabora Online, ora parrebbe che la Fonazione voglia riportare in auge LibreOffice OnLine e sono più i dubbi e le incertezze e le insicurezze che non altro, le insicurezze portano a paranoie, le cose nate male e lasciate a sé tendono ad andare di male in peggio, e le leggi di Murphy arrivano tardi, ma arrivano sempre....

Offline pegasoc

  • Post: 474
Re:Software OpenSource & Software Gratuito
« Risposta #3272 il: 07 Aprile 2026 20:13:54 »
Capisco i tuoi dubbi. Ricordo male o anche OpenOffice al suo tempo era stato sotto la lente di ingrandimento perchè sembrava che ci fosse qualcosa di poco chiaro e da li nacque LibreOffice?

Offline deckard

  • Post: 3884
Re:Software OpenSource & Software Gratuito
« Risposta #3273 il: 07 Aprile 2026 22:33:27 »
Sicuramente i passaggi di proprietà di OpenOffice e del codice a partire da StarDivision, passando da Sun Microsystems, arrivando a Oracle, portarono poi la proprietà alla Apache Foundation con varie scelte tecniche e commerciali nel fattempo in temini di licenze, branding, e codice, etc... Non tutto era stato apprezzato, ma sicuramente ci si stava lavorando sopra.
In OpenOffice c'è stata se ricordo bene una crisi di Governance, non dei problemi tecnici o tecnologici, oltre a varie scelte non azzeccate.
Nel 2009-10 nacque Go-oo (Go OpenOffice), progetto nato con varie motivazioni, tra cui le asserite intenzioni di migliorare l'interoperabilità con i formati MS e apportare altri cambiamenti in meglio.
Go-oo è stato reso poi "obsoleto" da LibreOffice e quest'ultimo portato avanti dalla Document Foundation con vari contributi da parte di aziende come Canonical, Google, Novell e Red Hat.
Anni fa forse avrei spezzato una lancia a favore della TDF, ora sono molto più titubante...
Spesso la verità sta abbastanza distante da entrambi i punti di vista, ma non sempre io sono favorevole alla nascita di progetti derivativi e non sempre affermo che sono da preferire a quelli originari.
Se ciò che viene fuori dai "fork" è valido è perché han degli strumenti, capacità e competenze, ma tutto ciò arriva anche grazie al lavoro di chi ha creato il progetto iniziale e gli attrezzi di serie... ricordiamocelo per non invalidare il lavoro e l'impegno di tante persone... a partire da chi ha creato e portato avanti OpenOffice prima...
La meritocrazia oltre alla fiducia da parte della comunità e la coesione interna sono tutti aspetti importanti che vanno compresi alla luce di ciò che sta succedendo, oltre al fatto che c'è una domanda che non ho visto risposta: chi paga umanamente ed economicamente per i contributi al codice di cui ha goduto fin'ora e che sono stati apportati da altri?
Cuius commoda, eius et incommoda?!? Espressione che tradotta alla lettera suona come segue: "di chi [sono] i vantaggi, suoi [sono] anche gli svantaggi", cioè "chi trae vantaggio da una situazione, deve sopportarne anche i pesi"?!?

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Re:Software OpenSource & Software Gratuito
« Risposta #3274 il: 08 Aprile 2026 09:53:24 »
Capisco i tuoi dubbi. Ricordo male o anche OpenOffice al suo tempo era stato sotto la lente di ingrandimento perchè sembrava che ci fosse qualcosa di poco chiaro e da li nacque LibreOffice?

Sun gestiva OpenOffice.org in maniera simile a come Mozilla gestisce Firefox. Si assumeva praticamente per intero l'onere dello sviluppo ma accettava volentieri contributi per la localizzazione, i template, le patch e le estensioni. Era invece restia ad accettare le modifiche al codice di base perché sviluppava in ottica enterprise e dava priorità alla stabilità più che alle funzioni. Tuttavia il riuso del codice era assolutamente libero, tant'è che esistevano versioni derivate come Go-oo, OxygenOffice e l'ottima IBM Lotus Synfony. Così come c'era la versione commerciale di Sun chiamata StarOffice.

Nonostante Sun sostenesse praticamente per intero i costi di sviluppo, c'erano già un sacco di polemiche. C'era gente che addirittura considerava offensivo che Sun mettesse il suo logo nella finestra di informazioni di OpenOffice. O gente che si straccia le vesti perché Sun teneva per se i dizionari commerciali che usava in StarOffice. Giusto per ricordare il livello del dibattito.

Ad un certo punto Sun si trovava ad offrire versioni gratuite ed opensource praticamente di tutti i suoi software più importanti: OpenOffice, MySQL, Solaris, Java, VirtualBox. Questi canali portavano pochissimo in termini economici, così quando la divisione hardware dell'azienda ebbe delle difficoltà l’intera società divenne contenibile. Se la giocarono IBM ed Oracle con quest'ultima che prevalse.

Sul tema OpenOffice Oracle portò sostanzialmente solo due modifiche rispetto al passato: ridusse il suo impegno economico e provò a usare il marchio Oracle Open Office (scritto staccato) come controparte commerciale. Da lì la maggior parte del team di OpenOffice decise di fondare TDF nella convinzione di poter convincere Oracle a donare alla nuova fondazione il codice ed il nome di OpenOffice. Il codice in se era ovviamente già riutilizzabile, ma la forza del nome OpenOffice no perché marchio registrato da Sun. LibreOffice (nome a mio giudizio molto infelice) doveva essere solo una denominazione temporanea.

In Oracle non la presero bene, si tennero il nome e poco dopo donarono tutto alla Apache Software Foundation.

chi paga umanamente ed economicamente per i contributi al codice di cui ha goduto fin'ora e che sono stati apportati da altri?
La cosa più surreale di questo dibattito è vedere quanta gente sia convinta che LibreOffice sia un lavoro collettivo di una comunità quando in pratica la gran parte del codice arriva da o è una riscrittura di lavoro svolto da aziende (StarDivision, Sun, IBM, Canonical, ReadHat, Collabora)...
« Ultima modifica: 08 Aprile 2026 09:54:57 da next »

Offline deckard

  • Post: 3884
Re:Software OpenSource & Software Gratuito
« Risposta #3275 il: 08 Aprile 2026 10:51:26 »
chi paga umanamente ed economicamente per i contributi al codice di cui ha goduto fin'ora e che sono stati apportati da altri?
La cosa più surreale di questo dibattito è vedere quanta gente sia convinta che LibreOffice sia un lavoro collettivo di una comunità quando in pratica la gran parte del codice arriva da o è una riscrittura di lavoro svolto da aziende (StarDivision, Sun, IBM, Canonical, ReadHat, Collabora)...
 « Ultima modifica: Oggi alle 09:54:57 da next »
Il codice arriva da lavoro svolto da aziende come StarDivision, Sun, IBM, Canonical, RedHat, Collabora, e altre, o è la riscrittura di questo lavoro.
In prima battuta si può dire che, per quanto LibreOffice sia una suite Free Software, questo è un investimento diretto o indiretto fatto dalle aziende e che sarebbe onesto e corretto dare a Cesare ciò che è di Cesare? Si può dire che dette aziende possono cercare di avere un ritorno sugli investimenti fatti, anche quando questi investimenti vanno a favore della comunità del Software Libero e gratuito?!? Ritorno non solo economico, sia bene inteso, ma anche umano in termini di gratitudine, riconoscenza, meritocrazia e via discorrendo o semplice aiuto reciproco?
Anni fa un mio amico cercava di sensibilizzarmi alla realtà dei fatti affinché io maturassi individualmente e mi spiegò che l'aiuto spesso inizia già con il non mettere l'altra persona in esplicita e diretta difficoltà.
Poi si può dire che non tutte le persone che mi mettono in difficoltà lo fanno per il mio male e non tutte le persone che mi tolgono d'impaccio e d'impiccio lo fanno a fin di bene.

Ma alla fine della fiera che valore diamo al fatto che questo codice arriva più o meno direttamente, al di là del numero di passaggi che si sono resi necessari, da lavoro svolto da aziende e quindi da investimenti fatti da queste?
E secondariamente che valore diamo al lavoro svolto dalle persone che si sono impregnate nel rendere possibili i passaggi necessari e senza mettere, almeno nelle intenzioni, in difficoltà la Fondazione e l'utenza finale?
E per concludere che valore diamo al lavoro e alla vita professionale di tutte le persone che hanno collaborato con la Fondazione?!?
Una riscrittura di un codice fornito da una azienda implica che il primo merito va alla azienda, ma il processo inizia con il primo passaggio e non si esaurisce con esso...
Il diritto consiste, anche umanamente parlando, forse, nel vivere onestamente, nel non danneggiare gli altri, individui o enti giuridici a fine commerciale o di natura di promozione e utilità sociale senza finalità di lucro, anche solo invalidando l'impegno profuso e i meriti, e nel riconoscere a ciascuno i diritti che ha... oltre che nel ricordarsi dei propri doveri di natura politica, economica e sociale...
« Ultima modifica: 08 Aprile 2026 11:01:19 da deckard »

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